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APPROVATO IL NUOVO PSR DELLA REGIONE TOSCANA 2014-2020

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Il nuovo Programma di Sviluppo Rurale (PSR) della Toscana è stato formalmente adottato dalla Commissione Europea lo scorso 26 maggio, con Decisione C(2015)3507. Si tratta di un traguardo importante e per niente scontato: la Toscana è rientrata infatti nel gruppo delle prime 4 regioni italiane ad aver ottenuto l’approvazione formale da parte della CE, insieme a Bolzano, Veneto ed Emilia Romagna, dopo un lungo periodo di negoziato formale ed informale con la CE stessa.

Già con la conclusione – alla fine di marzo – della fase di negoziazione informale, la Regione aveva iniziato il percorso per anticipare il più possibile l’uscita di bandi importanti per il rilancio degli investimenti, fra i quali i premi a superficie per le indennità compensative in zone svantaggiate (misura 13) e per l’agricoltura biologica (misura 11), di cui ai Decreti n. 1775/2015 e 1776/2015. E’ inoltre uscito anche il bando sui Progetti Integrati di Filiera (PIF), di cui al Decreto n. 2359/2015, che il prossimo 3 giugno sarà pubblicato sul BURT.

Con la Delibera di Giunta Regionale n. 588 del 04/05/2015 sono state approvate le disposizioni generali per l’attivazione del bando condizionato “Aiuti all’avviamento di imprese per giovani agricoltori – Pacchetto Giovani, annualità 2015”; il bando dovrebbe essere pubblicato sul BURT entro la fine di giugno e solo dalla data di pubblicazione sarà possibile presentare la domanda. Infine, con la Delibera di Giunta Regionale n. 644 del 18 maggio 2015 sono state approvate le disposizioni generali per l’attivazione dell’avviso condizionato sulla sottomisura 1.1 – “Sostegno ad azioni di formazione professionale e acquisizione di competenze” che prevede le azioni di formazione collegate all’attuazione del PAN, ovvero per l’ottenimento dei tesserini fitosanitari. Anche in questo caso a giugno sarà pubblicato il relativo bando e solo da quella data sarà possibile presentare la domanda.

Si tratta comunque di bandi “condizionati”, ovvero subordinati al recepimento del PSR da parte della Giunta Regionale e all’esame dei criteri di selezione da parte del nuovo Comitato di Sorveglianza 2014-2020, criteri che fino al quel momento sono provvisori.

FONTE: regione.toscana.it

PSR 2014-2020: COME OTTENERE I FINANZIAMENTI

 

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GIORNATE TECNICHE SOI 2015 SUBSTRATI DI COLTIVAZIONE PER LE PRODUZIONI ORTOFLOROFRUTTICOLE E VIVAISTICHE

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FONTE: potatore.altervista.org

La sostenibilità economica ed ambientale, oltre alla qualità dei prodotti ortoflorofrutticoli che prevedono una fase di allevamento della pianta in contenitore, é strettamente legata alla gestione e alla scelta dei substrati. L’intensa attività di ricerca e sperimentazione condotta negli ultimi anni ha visto interessati molti aspetti della gestione agronomica e la caratterizzazione di substrati in un settore in continua evoluzione che ingloba competenze eterogenee, dalla chimica e fisica del suolo fino all’elettronica applicata ai sistemi di monitoraggio nell’area radicale. Obiettivo primario delle Giornate Tecniche SOI è quello di fornire un panorama più ampio possibile sulle possibilità e potenzialità delle tematiche trattate, proponendo soluzioni e fornendo informazioni concrete e trasferibili al mondo operativo.

Le Giornate Tecniche SOI sono una occasione per i ricercatori, coltivatori e tecnici di approfondire quanto fatto fino ad ora dalla ricerca e sperimentazione ma anche ottenere informazioni pratiche sulla gestione delle colture, scambiare idee e proporre linee guida future.

PROGRAMMA E ISCRIZIONI

FONTE: Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e Analisi dell’Economia Agraria (http://viv.entecra.it)

QUALITA’ ED EFFICIENZA NELL’UTILIZZO DEI SUBSTRATI

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Nematodi delle colture orticole: strategie di controllo

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La disinfestazione del terreno è uno dei settori della difesa delle colture tra i più indagati in questi ultimi anni, soprattutto in relazione alla eliminazione del bromuro di metile e della limitazione nell’impiego di altri prodotti fumiganti. I nematodi galligeni (genere Meloidogyne) rappresentano un gruppo di patogeni terricoli sempre più difficili da contenere. Attualmente risultano efficaci soltanto quelle strategie basate sull’integrazione dei diversi mezzi:

  • Chimici: Autorizzazioni in deroga art. 53 Reg. 1107/2009, nuove molecole o nuove formulazioni;
  • Fisici: solarizzazione del terreno;
  • Agronomici: ortaggi innestati su piede resistente/tollerante; biofumigazione; rotazioni con colture non ospiti;
  • Genetici: impiego di varietà resistenti/tolleranti;
  • Biologici: utilizzo di sostanze di origine naturale o di microrganismi utili;

Ascolta il parere della Dott.sa Giovanna Curto, uno dei massimi esperti in nematodi clicca qui

PIANO DI LOTTA INTEGRATA AI NEMATODI

 

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La Xylella fa tremare l’agricoltura pugliese…e non solo!

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FONTE: informatoreagrario.com

Mentre in Italia si continua a discutere su come affrontare il problema dell’essiccamento rapido dell’olivo nel Salento, un problema conosciuto da almeno due anni, la vicenda ha oltrepassato i confini italiani assumendo una valenza europea. In attesa di decisioni ufficiali della Commissione, la Francia ha assunto una decisione unilaterale per tutelarsi. Dall’ulivo alla vite, ma anche fico, albicocco, mandorlo, pesco, agrumi, ciliegio, gelso e numerose piante ornamentali, per un totale di 102 specie vegetali, non potranno più essere esportate dalla Puglia in Francia per effetto di un decreto del Ministero dell’agricoltura francese.

La decisione, peraltro, è stata giudicata legittima dalla Commissione Ue e non è quindi da escludere il rischio che altri Paesi seguano l’esempio francese.
L’embargo riguarda le piante, non i prodotti, ma le conseguenze, economiche e a livello di immagine, potrebbero essere molto gravi.
Il coro di condanna del mondo agricolo italiano per la decisione di Parigi è stato unanime, ma va anche detto che in oltre due anni il nostro Paese non è stato in grado di presentare all’Ue un convincente piano di contenimento della malattia: se adesso entrano in gioco anche le sentenze del Tar, la vicenda potrebbe assumere toni ancora più preoccupanti.

FONTE: informatoreagrario.com

DIFESA INTEGRATA DELL’OLIVO – RICHIEDI INFO

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Toscana, incontro tecnico sulla problematica del punteruolo rosso della palma: situazione attuale e prospettive

palma-_-Forte-dei-Marmi-768x1024Il giorno 30 gennaio presso villa Bertelli a Forte dei Marmi, si terrà un interessante incontro di aggiornamento sulla situazione della infestazione del punteruolo rosso delle palme (Rhynchophorus ferrugineus) in Toscana. L’incontro è organizzato dal Servizio Fitosanitario della Regione Toscana. Oltre ad illustrare la situazione attuale dell’infestazione, verranno presentate esperienze pratiche di prevenzione e lotta, attuate da Enti pubblici ed operatori privati.

Visualizza programma incontro punteruolo palme 150130

CONTENIMENTO DEL PUNTERUOLO ROSSO DELLE PALME – RICHIEDI INFORMAZIONI

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Basilico: seme conciato disponibile in primavera

Basilico_Peronospora_130221Secondo quanto comunicato da Paolo Calcagno, presidente dell’azienda speciale della Camera di commercio di Savona (Cersaa), e da Giovanni Minuto, direttore della struttura, la semente di basilico conciata sarà disponibile dalla prossima primavera, in modo da contrastare la peronospora. La concia della semente è una delle direttrici sulle quali si è mossa la ricerca dell’Azienda speciale con sede ad Albenga, partita proprio dalla localizzazione del patogeno nella semente. Sarà comunque ancora una vittoria parziale, perché il patogeno va combattuto con più armi, con la lotta con mezzi non solo chimici, ma anche biologici ed agronomici.

Fonte: Informatore Agrario

COLTIVAZIONE BASILICO – RICHIEDI INFO

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Servono misure efficaci contro il punteruolo rosso delle palme

 Palma

Il punteruolo rosso (Rhynchophorus ferrugineus) sta decimando le palme della Sardegna, causando notevoli danni. A lanciare l’allarme sono i vivaisti della Coldiretti, che da anni coltivano palme del genere Phoenix. Se non si interviene con misure efficaci e rapide c’è anche il rischio – spiegano – che la pandemia si estenda alle altre specie di palme sensibili. Allo stato attuale il danno è quantificabile in oltre 3,5 milioni di euro: mancate vendite, costi per l’abbattimento e lo smaltimento delle piante colpite.

Fonte: Informatore Agrario

 

 

 

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Bruciatura dei residui colturali: pratica ammessa dalla legislazione italiana

Bruciatura residui colturali

La legge 116 dell’11 agosto 2014 stabilisce come la combustione di stoppie e sarmenti sfalci o potature in campo costituisca una normale pratica per il reimpiego dei materiali di risulta delle attività agricole come sostanze fertilizzanti. Viene così messa la parola fine al “caos normativo” che ha visto in questi anni la sovrapposizione tra legislazione nazionale, il decreto legislativo 152/2006 o codice ambientale che considerava “rifiuti” tutte le sostanze di cui qualcuno volesse disfarsi, direttive regionali e ordinanze comunali. Gli agricoltori dovranno porre però attenzione ai quantitativi giornalieri a ettaro che non dovranno superare i tre metri cubi.

Fonte: Informatore Agrario

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Lotta biologica al punteruolo rosso della palma

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Il 13 Settembre a Bordighera, presso il Museo “C. Bicknell”, si terrà un CONVEGNO

INTERNAZIONALE intitolato “Chi fermerà il punteruolo Rosso?”,organizzato dalla Ditta Benza in collaborazione con il Comune di Bordighera, la Regione Liguria ed il Centro Studi e Ricerche per le Palme del Comune di Sanremo.

Si tratta di una giornata di approfondimento scientifico e di tecniche dimostrative sulla lotta biologica

al punteruolo rosso e altri fitofagi delle palme.

Il convegno si articola in una sessione scientifica, con il contributo di ricercatori italiani, francesi e

spagnoli, e in una sessione dimostrativa con la collaborazione di PDM SYSTEM e quella di altre aziende

operanti nel settore, che presentano i risultati ottenuti con il BIO.

Per scaricare il programma dettagliato della giornata clicca qui

 

Partecipazione libera con iscrizione obbligatoria

Per informazioni e iscrizioni contatta: info@agrosostenibile.it

(collaboratori per la Toscana di PDM System)

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http://www.benza.it/punteruolo_rosso.html

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Drosophila suzukii: strategie di difesa integrata sempre più efficaci

 

Drosophila suzukii adulti

Fonte immagine: enetpress.com

La Drosophila suzukii (Matsumura) (Diptera Brachicera Drosophilidae) é un insetto originario del Sud-est asiatico (India, Bangladesh, sud Est della Cina). Ad oggi è diffuso anche negli USA ed in Europa. In Italia il primo rinvenimento risale al 2009, nella provincia di Trento su colture di mirtillo gigante, lampone, fragola e mora.
Questo dittero si nutre dei frutti e può infestare un’ampia gamma di piante: preferisce i piccoli frutti, fragola compresa, ma può provocare danno anche su ciliegio, albicocco, pesco e drupacee in generale, oltre che su kiwi, kaki ed uva. Le femmine a differenza di al tre specie dello stesso genere riescono ad deporre le uova forando la buccia integra dei frutti in maturazione, predisponendoli al marciume della polpa in pochi giorni, con forti riduzioni delle rese produttive.

Per il contenimento dei danni è necessario ridurre le popolazioni di adulti prima che possano ovideporre. Infatti, una volta nel frutto l’uovo o la larva non sono più controllabili.
A tale scopo è possibile ridurre efficacemente l’entità dei danni da Drosophila suzuki:

  • Rimozione dal frutteto di tutti i frutti invasi;
  • Distruzione o interramento dei frutti attaccati;
  • Installazione di specifiche trappole per il monitoraggio dei voli degli adulti, in modo da utilizzare gli insetticidi nel momento giusto;
  • Installazione di specifiche trappole (colore, dimensione, miscela attrattiva) per la cattura massale (circa 150 trappole per 1000 mq). Obiettivo: riduzione della popolazione di adulti di D.suzuki;
  • Utilizzo in alternanza di specifici insetticidi registrati per altre avversità (cypermetrina, deltametrina, spinosad) o autorizzati in deroga (spinetoram, dimetoato), in funzione della coltura da difendere.

Una notizia incoraggiante arriva dalle ricerche bio-ecologiche, svolte dalla Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige in collaborazione con l’Università dell’Oregon (USA). Queste ricerche hanno infatti permesso di accertare la presenza in Italia di parassitoidi in grado di svilupparsi efficacemente a carico di questo drosofilide. Con buona probabilità è possibile ipotizzare che queste specie indigene possano gradualmente incrementare la loro attività riproduttiva a spese del nuovo fitofago, e in un prossimo futuro essere utilizzate come mezzo tecnico in specifiche strategie di lotta biologica.

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